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lunedì 21 maggio 2018

Dove finiscono i riciclati di banca?




Dove finiscono i riciclati di banca?
Come i cinesi morti li si vede sparire, ma non si sa che fine facciano.
di Stefano Davidson

Qualcuno si è mai posto il problema di che fine facciano i bancari implicati in spinosi casi giudiziari, spesso anche quelli condannati (non solo in altri Paesi ma anche in Italia)?

La domanda andrebbe posta all’ OCF, alla COFIP , all’ Anasf e magari all’ ASCOSIM
ovvero le associazioni che si immagina dovrebbero controllare i curricula dei propri iscritti con molta più scrupolosità visto che quanto sto scrivendo è, volendo, dimostrabile in sede giudiziaria attraverso nomi e cognomi, ragioni sociali e fascicoli giudiziari (in mano mia) riguardanti protagonisti in negativo di questo articoletto di allerta.
Già, perché a quanto pare ce ne sono di attivi quali Family Banker di istituti bancari e di finanziarie di primo piano. Ovvero a costoro, nonostante fedine dubbie o forti sospetti sull’etica del personaggio, viene nuovamente permessa la gestione di denaro altrui.

Per trovarli, spesso basta solo fare una comparazione tra le condanne o i patteggiamenti e gli organigrammi delle finanziarie più importanti. Consiglio di farla ogni volta che decidete di affidare i vostri risparmi a chicchessia.

Per cui, così come viene riciclato il denaro sporco, si riciclano anche i funzionari sporchi, che spesso si immagina siano anche stati fatti sporcare oltre quanto lo fossero al momento della condanna o dell’allontanamento, in cambio di referenze in un preciso percorso di recleaning.

Per fare un’esempio a caso di possibile lavaggio:

un ex Responsabile Finanza e poi Vice Direttore Generale di una Banca sammarinese sostanzialmente riconosciuto responsabile di un misfatto, di una negligenza o di aver dichiarato il falso al cliente, può venire prima assunto da altra banca sammarinese, dove si immagina diventi la firma espiatoria di tante altre cose, poi, quando spremuto ben bene, viene indirizzato all’uscita della Repubblica (chissà se con lauta buona uscita versata da qualche parte), dove viene comunque immediatamente accolto dall’eterogeneo mondo dei consulenti finanziari i quali ricordo non sono enti di beneficenza al servizio dei propri clienti, infine scompare dai radar. Da lì in avanti le sue “competenze” cominciano a servire il nuovo padrone, una delle principali finanziarie italiane.

Altro esempio?

Ex Direttore di Filiale (condannato in Italia per riciclaggio e patteggiamento a 2 anni) sempre di una banca sammarinese e indagato per altro viene allontanato e riciclato per ben due volte in altre banche sammarinesi per poi finire magicamente anche lui a gestir quattrini altrui in famosa finanziaria di famosissima banca italiana.

E questo relativamente a una superficiale indagine solo per quanto riguarda la zona di Rimini (del resto la più vicina alla RSM.

In fondo è un po’ come se ai ladri d’appartamento (pizzicati o fortemente indiziati) venisse poi offerto il posto di custode in palazzina adiacente a quella del furto.

Roba da matti.!
Quindi, orecchie dritte signori miei e analizzate i vostri banker ai raggi X.
Stefano Davidson


Magaldi al “fratello” Krugman: a Roma non ci sono i barbari

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«E bravo Di Maio: il programma viene prima dei nomi, dei personalismi, delle ambizioni». Gioele Magaldi, finora mai tenero con il neo-leader dei 5 Stelle, apprezza il metodo condiviso con Salvini in funzione del governo: presentare ai cittadini, punto su punto, una lista precisa di cose da fare. «E’ la prima volta che succede, nella storia della Repubblica italiana», ha detto a “Border Nights” il documentarista Massimo Mazzucco: «Ottima novità, dato che la trasparenza è parte fondamentale del meccanismo democratico». Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt – che ha avanzato la candidatura di Nino Galloni per Palazzo Chigi – concorda con Mazzucco: sembra proprio la fine del leaderismo della Seconda Repubblica, fondato su vuoti slogan che servivano solo a coprire la sottomissione sostanziale dei vari governi italiani ai diktat dell’oligarchia (supermassonica) che dirige, in modo privatistico, le istituzioni «sedicenti europee, in realtà fatte apposta per allontanare i cittadini dall’idea stessa di Europa unita». E a proposito di massoni: «Mi spiace che il “fratello” Paul Krugman, Premio Nobel per l’Economia e massone progressista, abbia manifestato allarme per l’eventuale esecutivo “gialloverde”: stavolta sbaglia, a Roma non ci sono “i barbari” ma, finalmente, politici disposti a cominciare a cambiare qualcosa, nell’insopportabile copione eurocratico e finto-europeista che ha causato la crisi italiana».
Probabilmente, aggiunge Magaldi a “Colors Radio” «Krugman è giustamente preoccupato per l’annunciata esclusione, dal prossimo governo, di esponenti della massoneria: si tratta evidentemente di un abuso, visto che la Costituzione italiana nonPaul Krugmanconsente di discriminare cittadini per via della loro appartenenza culturale, religiosa o filosofica». Magaldi annuncia che il Movimento Roosevelt è al lavoro per convincere i pentastellati a fare retromarcia, onde non incorrere – fra l’altro – in possibili azioni legali. Lo ha ripetuto, negli ultimi mesi, anche accusando lo stesso Di Maio di aver ripetutamente bussato ai “santuari” della finanza anglosassone, notoriamente massonici: inutile strillare contro “i massoni” per poi magari fare anticamera proprio davanti alla loro porta, dimenticando peraltro la formazione massonica di veri e propri padri della patria come Meuccio Ruini, presidente della commissione che diede vita alla Costituzione democratica. Ma, a parte questo, l’ostracismo velleitario contro i “grembulini” conclamati non mette certo i 5 Stelle al riparo dalla presenza di eventuali massoni occulti. Una situazione non priva di risvolti comici: «C’è gente che ancora ride – dice Magaldi – ricordando quanto goffamente Mario Monti riuscì a mentire, sulla propria identità massonica, interpellato da Lilli Gruber dopo che il mio libro appena uscito, “Massoni”, lo presentava come autorevole esponente dell’aristocrazia massonica europea di stampo reazionario».
Se Magaldi annuncia, in parallelo, l’iniziativa interamente massonica condivisa con un’obeddienza prestigiosa come la Camea per arrivare a redigere una sorta di registro ufficiale delle affiliazioni italiane, mettendo così fine alle periodiche speculazioni Gioele Magaldisulle presunte malefatte della massoneria in quanto tale, il presidente del Movimento Roosevelt promuove in ogni caso l’attivismo di Salvini e Di Maio: sarebbe il primo passo, che tutti aspettano, per cominciare a riscrivere in senso democratico, e non oligarchico, il destino del nostro paese. Nino Galloni? «E’ un eminente economista sovranista, di formazione keynesiana, apprezzato sia dai leghisti che dai pentastellati. E’ figlio del compianto ministro Giovanni Galloni, autorevole esponente di quella sinistra Dc a cui apparteneva anche lo stesso presidente Mattarella. A Palazzo Chigi sarebbe l’uomo giusto al posto giusto, anche se forse non è ancora venuto il suo momento: è comprensibile che oggi la scelta ricada su personalità meno preoccupanti, per Bruxelles». Ma attenzione: «Presto o tardi, Nino Galloni sarà tra i protagonisti dell’imminente Terza Repubblica». Entro l’estate, avverte Magaldi, assumeranno concretezza i preparativi per un nuovo soggetto politico, di cultura liberal-socialista, visto lo stato di rottamazione di Forza Italia e del Pd: «L’ex centrodestra berlusconiano e il fu centrosinistra sono palesemente alla frutta, avrebbero bisogno di una rigenerazione radicale. Il Pd – come tutti possono vedere – è ormai in stato imbarazzante, senza più una classe dirigente: a questo punto farebbe bene a sciogliersi».
fonte http://www.libreidee.org/2018/05/magaldi-al-fratello-krugman-a-roma-non-ci-sono-i-barbari/

Il segreto Svelato di Gustavo Rol


Eccovi  il segreto di Gustavo Rol

 di Yhwhnn Boanerges

Ho ripreso questa sera questo argomento trattato da me , tantissimi anni orsono, e già scritto a più riprese in diversi periodi, questa sera curiosamente prima ascoltando qualcosa su altro argomento sono poi approdato a questo video.. avevo già trattato dell’argomento, e qui lo riprendo e ho deciso di rivelare il segreto che avevo già capito molto tempo orso, ma non ho mai voluto effettivamente rivelarlo.



Fate attenzione ad una cosa che dice, parla di sensazione che quella vibrazione gli da che gli sembra simile a colore verde e quando visualizza tale colore abbinato a quelle vibrazioni sonore sente calore....questa parte  però la trovo un po forzata, lui pensa che quella vibrazione sia associata a tale colore.. per ora continuamo a pensare come pensa lui, per seguire il suo inteidmento e vediamo di capire dove approda..
È interessante quello che dice, soprattutto perché nel suo parlare si intravvede una sua aspirazione di aver scoperto secondo il suo punto di vista una cosa sconvolgente, beh se ci entusiasmo bene per il suo tempo forse lo era, ma credo che comunque sia Rol volesse lasciare su se stesso un alone di mistero, in modo da risultare sempre nella mente delle gente finche qualcuno nona avesse scoperto il mistero.

(X)-SOL-(Y) accordo tra due note quindi non due note ma una sola nota in pratica la fusione di due note, che producono un suono unico, un'unica vibrazione, la quale vibrazione sonora produce a sua volta delle precise variazioni nella materia, di quale vibrazione stava parlando ROL, semplice di 532 MHZ –THZ ecc

Nella luce tale vibrazione è prodotta dai laser che producono il color verde che per l’appunto sono laser che producono calore tale da essere usati per produrre anche il taglio, quindi grande calore.  ROL aveva scoperto in pratica il laser ma generato da un vibrazione sonora, in pratica la luce laser abbinata ad una vibrazione con lo stesso impulso generava qualcosa di diverso dal semplice laser verde che produce calore.

Ma lui ha concettualizzato tale pensiero e sfruttava tale sua scoperta per produrre nella sua mente delle vere e proprie possiamo dire capaci, dice infatti che si spavento e per tale ragione smise di cercare …. Questo fa capire che ROL  temeva questa scoperta non tanto per il alto luminoso laser caldo verde, no, lui temeva di ascoltare quel accordo di quelle due note a 532HZ il quale produceva nella sa mente la visualizzazione del colore verde, e la sensazione di calore diffuso su tutto il corpo, tanto da determinare uno stato mentale alterato, il quale lo portava in una specie di trans, dal quale poteva manifestare altri colori, come lui dice Rosso e nero, ma il nero non è un colore .

Sicuramente ROL avesse delle abilità di  prestigiatore penso di si, però che avesse anche delle notevoli intuizioni e capacità matematiche penso che sia vero, che poi fosse anche un po’ credente, non  so in che modo, ma penso che indagasse i misteri legati alla natura di Dio, credo che si sia in qualche modo affezionato a questo colore verde, perché in Apocalisse Dio si manifesta come un essere con due colori principali il verde e il rosso, per cui credo che nel suo ricercare , qualcosa di spirituale lo abbia indotto a pensare che forse in quei colori si trovasse una chiave, magari per ottenere qualcosa di meglio. Per cui in un certo senso con una buona meditazione specialmente se è stata condotta in un luogo adatto come potrebbe essere un monastero, potrebbe essere che qualcosa lo abbia illuminato, il fatto di non voler più rivelare nella sua totalità la scoperta, ma al tempo stesso, rivelarne alcuni passaggi, indicava che lui ne aveva paura, ma al tempo stesso sfidava il mondo a trovarla.

Quindi in sostanza lui spiega in questo filmato qualcosa, anche se non vuole svelare di cosa si tratta, penso come ho detto, sia una questione prettamente mentale, cioè uno stato alterato tale che può permettere alla mente di fare delle cose che noi nemmeno possiamo immaginare, ma forse in questo lui vide un grande pericolo, tanto da spaventarsi, e nelle frase che ROL dice “una legge terribile” indica proprio l’impossibilità di gestire questa fonte di energia, probabilmente psichica.

Credo che ROL abbia in sostanza aperto un varco dimensionale, usando una frequenza sonora a 532HZ in accordo tra (X)-SOL-(Y), che produce la visione del colore verde e la sensazione di calore, ma quando lui arriva a visualizzare in se stesso il colore rosso, ecco che non la sua mente o meglio dire l’anima entra in una dimensione che a noi non appartiene per cui, non siamo più protetti dalla nostra realtà, ma penetriamo uno spazio-dimensionale a noi ostile, dove probabilmente potremo incontrare dal punto di vista spirituale delle entità pericolose, che non è detto siano negative, ma certamente che potrebbero non accettare questa  nostra intromissione.. il fatto che la sua mente visualizzi il nero, può essere la luce oscura, mi fa presagire a qualcosa che non è positivo.
Potrebbe essere che lui non avesse una condizione spirituale così evoluta da poter vedere la luce, ma che per sue ragioni motivazione vedesse l’oscurità, quindi il nero e da questo ne rimaneva spaventato.  Come dire se vai, colore il rosso significa che vuoi superare Dio, per cui non vedrei la luce, ma le tenebre.


Per me è questa la verità di Gustavo Rol. Una vibrazione sonora 532HZ in accordo tra (X)-SOL-(Y), probabilmente ripetuta tante volte fin a produrre uno stato di alterazione psichica, forse anche accompagnato da una luce soffusa verde, per aiutare, che gli dava sia la visione del colore verde che la sensazione di calore, una specie di stato ipnotico, forse era quello che lui usava per ipnotizzare le persone che gli facevano visita.

La cosa interessante di queste questione è che ogni colore ha sua vibrazione luminosa che corrisponde esattamente a quella sonora, ed ognuna di esse produce nel nostro cervello degli impulsi e degli effetti diversi, sappiamo che gli infrasuoni possono creare tanti stati alterati, per cui anche i colori, la luce, e le note musicali suonate alla loro frequenza naturale rispettiva a quella del colore...danno degli effetti ben precisi...

Buona sperimentazione e per lo meno citate da dove avete preso...l'idea..

Stavo meditando se svelarvi qualcos'altro, per la verità conosco più di un segreto che nessuno conosce, ma non so se sia il caso rivelarli tutti, forse vedremo. 


fonte https://1pensierounaparola.blogspot.it/2015/04/il-segreto-svelato-di-gustavo-rol.html


martedì 15 maggio 2018

DA GAZA AL QUIRINALE Popoli fai da noi, cacicchi fai da me. E i Rothschild




“Ogni volta che siamo testimoni di un’ingiustizia e non reagiamo, addestriamo il nostro carattere ad essere passivi di fronte all’ingiustizia , così, a perdere ogni capacità di difendernoi stessi e coloro che amiamo”. (Julian Assange)

“Si parva licet componere magnis”, premettevano i latini a un azzardato paragone che conducevano tra cose piccole grandi. Procedimento che adotto per passare dalle nostre squallide, ma non del tutto irrilevanti, piccinerie, alle immensità, per una parte orrendamente efferate e, per l’altra, eroiche, di quanto va succedendo in queste settimane e ore tra i palestinesi di Gaza e gli emuli israeliani dei macellai del ghetto di Varsavia.

Cosa ci accomuna, cosa li accomuna
Altra premessa al discorso di oggi è la constatazione di cosa abbiano in comune coloro che hanno portato alla novità di due fenomeni di massa che, fino all’altro ieri, parevano patrimonio di altri, migliori, tempi. E, per converso,  a cosa ci porta l’esame epistemologico circa la natura logica dei comportamenti di contrasto a questi fenomeni. Parlo della rivolta di masse popolari a Gaza impegnate in un movimento, la Grande Marcia del Ritorno, che, dopo anni di delega a rappresentanti inetti, inefficaci, rinnegati, divisi e divisivi, si appropria del tema che fu loro fin dal rifiuto della colonizzazione degli anni ’40 e poi nelle due Intifade degli anni ’80 e ’90. E parlo della cacciata, in Italia, dal proprio orizzonte politico di coloro, la coalizione di destra variamente denominata Ulivo, governo tecnico, larghe intese, renzusconismo. Usurpatori  che dalla fine del secolo scorso, eletti rappresentanti dei bisogni collettivi, queste masse le hanno conculcate, deprivate, escluse.

Avventandosi settimana dopo settimana contro i reticolati dei campi di concentramento in cui un olocausto strisciante li ha rinchiusi, finendo col sottrarre alla passività anche i fratelli in Cisgiordania, tornando ad essere protagonisti del proprio destino, i morituri di Gaza hanno sconfitto i propri carcerieri mostrando come la via della libertà di un popolo passa anche per la morte. Quando un popolo è conscio di sé e non ha più nulla da perdere, la sicurezza del suo oppressore non troverà mai misure sufficienti per garantirne il dominio.
E’ quel popolo, inteso in senso gramsciano che, da noi, non avrà dovuto pagare con una carneficina la propria autonomizzazione nella lotta di liberazione, la sua riappropriazione delle scelte fondamentali, ma, riducendo a brandelli  elettorali i dominanti e decidendo di rovesciare il tavolo sopra il quale banchettavano i propri “delegati”, politici, sindacali, mediatici, se non la morte ha dovuto affrontare (per ora), ma un fronte che nulla ha da invidiare alla mancanza di scrupoli democratici e alla protervia impositiva di Israele e della sua  lobby globale.

De minimis non curat praetor

Mi pare riduttivo, a questo punto, intrugliarmi nelle diatribe, intensificatesi in questi giorni, sul mio sostegno ai 5 Stelle, perlopiù scatenate da rabdomanti frustrati che andavano in cerca di responsabilità altrui per il disfacimento delle sinistre. Lasciatemi precisare ai grilli parlanti che mi attribuiscono, a volte apoditticamente, posizioni e schieramenti, che qui non è in gioco una valutazione di cosa i vincitori delle elezioni sono o faranno. Anzi, da convinto condivisore degli obiettivi dell’originale vaffa, come li ho visti praticare da militanti 5 Stelle sul territorio, come potrei negare perplessità e sconcerto su quanto il loro gruppo dirigente, oggi gravemente personalizzato, va dicendo e annunciando. Il pensiero corre angosciato alla parabola catastrofica di Tsipras. Ma tra le ricorrenze storiche c’è anche quella che ci riconduce al Berlinguer della scelta pro-Nato e pro-compromesso storico. Nessun dubbio che la parabola, chiusasi sulle maleodoranti scorie del PD, se non un inizio, lì ebbe un’accelerazione significativa. Quelli che ne auspicano una ripetizione, stanno tutti in alto e sono tutti nostri nemici, più di Di Maio.

Popoli fai da noi
Conta invece la fenomenale mossa con cui 17 milioni di dominati si sono scrollati dal groppone briglie e morsi che gli imponevano di trascinare  carri e carrozze. Conta che l’hanno fatto contro una coalizione di potenti inferociti e  di certi “oppositori” (detti di sinistra), alla vaniglia per quelli in alto, alla vasellina per quelli in basso. E le bordate sparategli contro hanno tutta la carica di ferocia, odio, frustrazione, dei Radetzki  e dei Bava Beccaris negli albori milanesi del movimento operaio. E, di là dal mare, i masnadieri invasori, nascosti dietro ai loro terrapieni e resi impuniti e invulnerabili perché protetti dalla divisa dell’ esercito “più morale del mondo” e dal silenzio sulle criminali pallottole e bombe a espansione, a farfalla, a freccette, chimiche, finalizzate a uccidere facendo soffrire il massimo, sono i guardiani di una Fortezza Bastiani terrorizzati dai tartari (che in questo caso, però, ci sono e arrivano a decine di migliaia, domani a milioni). I maggiordomi, mercenari in marsina e Acqua di Colonia che, a Bruxelles, Washington, Londra,  Parigi, a Berlino, Roma, eseguono gli ordini di servizio degli stessi mandanti, con o senza kippà, puntano allo stesso effetto invalidante, di coma cerebrale, mediante le armi della menzogna, delle false notizie sparate contro quelle vere, della diffamazione, della pioggia di cavallette se solo apri bocca.


Voto disobbediente e bullismo presidenziale
Sono a pari merito stupri della libertà e assassinii della democrazia. Milioni di italiani si vedono posti sul banco degli imputati per aver votato in modo difforme dai gusti dell’establishment, populista, cioè per se stessi. Per aver pensato che non sia né bene né giusto deregolamentare, privatizzare, militarizzare, inquinare, distruggere ambiente, salute, lavoro, istruzione, condurre guerre, corrompere tutto e ogni cosa, governare insieme a mafia, massoneria e Nato. E subire tutto questo a beneficio di pochi eletti incistati in banche e oasi di lusso su diktat di una manica di abusivi che brucano gli ubertosi prati pasciuti dalle nostre tasse a Bruxelles e Francoforte. I quali, da Moscovici al cenobio ormai catacombale del Nazareno, dai soloni del principato mediatico delle fake news agli sguatteri buonisti che, per confonderci e alienarci tutti quanti, strappano e alienano popolazioni alle proprie radici e a un degno futuro, hanno sollecitato Mattarella a farsi Napolitano Tris. Anzi, ad allungare il passo: dalla repubblica parlamentare alla repubblica presidenziale.

Tentato l’affondo di un suo governo, con proterva ipocrisia definito “neutrale” (alla maniera degli arbitri di Moggi), beccato con le mani nella marmellata, l’ex-ministro della Difesa che ci difendeva massacrando la Serbia di bombe, il presidente che ha firmato tutte le malefatte PD, incluso il Rosatellum, che non si è fatto scrupolo di ricevere, anche a quattr’occhi, nel supremo palazzo della Repubblica il delinquente Berlusconi, si è permesso di porre “dei paletti”. Paletti come saracinesche nelle quali rinserrare fino all’estinzione, o alla resa, chi non si fa tappeto rosso per le scarpe laccate dell’evasore Juncker, per le marce contro Putin e tutti i nemici degli Stati terroristi, chi non rifornisce di munizioni e patte sulle spalle i valorosi antisemiti che in Medioriente eliminano dalla faccia della Terra i semiti (intesi come arabi, gli unici che semiti sono).

A questo punto, visto che, o si corre in tradotte “austerity” di terza classe, sui binari imposti dai buro-despoti di Bruxelles, dallo sradicatore di popoli Soros e dai tagliagole della Nato, per completare la spoliazione e sottomissione dei popoli, o Mattarella ti cancella, cosa cazzo si vota a fare?

Davide e Golia
C’è uno che, per come fustiga i falsari dei grandi media, si erge a vessillo della libertà di stampa, dell’indipendenza dei giornalisti, della deontologia nella professione. Nel giorno in cui uno Stato, che per tasso di criminalità e sadismo non ha precedenti su questo e sicuramente su altri pianeti, celebra un genocidio che su quello nazista ha il vantaggio di durare sette volte tanto, titola: “Così il piccolo Davide si salvò dal Golia arabo e fu Israele”. Le due pagine che seguono e con cui Travaglio definitivamente disonora le parti e le firme rispettabili del Fatto Quotidiano (nessuna delle quali presenti nelle pagine di esteri, appaltate alla lobby), sono alla bassezza di questo sciagurato rovesciamento della verità.
Dalla fola del “ritorno alla terra degli avi” di genti  eurocaucasiche che, da quando esistono,  da quelle parti non ci avevano mai messo il naso, alle falsità sui dati demografici alla base dell’iniqua spartizione dell’ONU, dal silenziatore sugli inventori ebrei dello stragismo terrorista con le bande Stern, Irgun e Haganah, che poi spurgarono primi ministri assassini seriali di massa, al piagnucolìo sui poveri e deboli scampati all’olocausto (garantiti diplomaticamente e riforniti di ogni bene militare da tutte le grandi potenze) che dovevano vedersela con l’immane forza degli eserciti arabi. Con questi, infatti, sbrindellati, armati alla ‘800, da poco usciti dallo scontro con l’impero ottomano e dalle guerre di liberazione anticoloniali, per il “Davide” israeliano, sostenuto da Mosca, Washington, Londra e vassalli vari, come da un’opinione pubblica decerebrata da quella che l’ebreo Finkelstein chiama “L’industria dell’olocausto”, la partita era vinta prima di incominciare.

Israele: Il troppo stroppia


Obnubilazione che durava ancora nel 1967 quando, da inviato di Paese Sera alla “Guerra dei Sei Giorni”, a raccontare le atrocità di Tsahal sui villaggi palestinesi che vedevo, mi dovetti scontrare, non solo con la censura israeliana, anche con un direttore fedele alla linea del PCI che la vedeva come Travaglio oggi. Come sul Vietnam, un’altra verità emerse allora da un giornalismo ancora relativamente libero, il PCI cambiò posizione, il direttore di Paese Sera venne sostituito e, nel mondo, iniziò una lenta, progressiva presa di coscienza per cui l’arcaica equazione dei pifferai sionisti alla Travaglio andava invertita. Oggi la trafelata corsa alla compattezza filosionista dei media è, per converso, il segno del timore che quella coscienza possa minare alla base uno dei pilastri che sorreggono la cupola del finanzmilitarismo mondiale. Ne è dimostrazione la furibonda campagna di Israele e della  lobby contro il movimento BDS: boicottare, disinvestire, sabotare.

Gli oltre cento morti dell’orrenda carneficina di Gaza, gli oltre 10mila feriti e perlopiù mutilati, le migliaia di morti da Piombo Fuso del 2008 e successive, le centinaia di migliaia di seviziati, incarcerati, torturati, i milioni di sradicati, le decisioni dell’ONU tutte ignorate e sbeffeggiate, l’ininterrotta, feroce aggressività nei confronti di chi resiste, di chi si oppone, di chi critica, di chi non plaude, i ricatti che sfruttano le vittime dei nazifascismi, le 400 bombe atomiche agitate per ridurre all’impotenza  chiunque si trovi nel mirino dello Stato Gangster e della sua lobby, il cannibalismo nei confronti dei popoli vicini.


E dall’altra parte un popolo intero, privato di cibo, acqua, energia, salute, rinchiuso in una Auschwitz tra deserto e mare. E i suoi ragazzi, le sue donne, con fionde e pietre rubate ai secoli della Bibbia, contro il quarto più potente esercito del mondo, il più immorale, il più vile. Nella Storia, domani, rimarrà un’orma a distinguere dal subumano israeliano l’umano palestinese: quella di un popolo, abbandonato, tradito, tormentato oltre ogni limite, che a decine di migliaia cammina verso la libertà, inerme, sapendo di morire, morendo per la libertà. Purchè in piedi. Non s’è mai visto niente di simile, un tale tributo al valore supremo di ogni creatura. Grazie, palestinesi. Impossibile che non vinciate.


Hic sunt leones
scrivevano i romani sulle aree delle loro carte geografiche dove non c’era altro interesse che quello per le battute di caccia e la cattura di animali selvaggi. Netaniahu vede così i territori oltre i propri mai stabiliti confini: quelli della Grande Israele dove gli animali da uccidere o catturare camminano eretti su due gambe e dove si trovano acqua, petrolio, quelle ricchezze che a Israele e alla comunità che lo sostiene servono per il raggiungimento degli obiettivi storici. Guerra dopo guerra. Possibilmente combattute per conto suo da terzi: Usa, Nato, jihadisti, curdi, sauditi. Non sarebbe la prima volta.

Le guerre Rothschild per Israele

 Churchill e Rothschild
Le due guerre mondiali sono state scatenate per una varietà di motivi e interessi. Egemonia in Europa, primato coloniale, competizioni sociali,  potere e ricchezza degli industriali a partire dalla produzione di armi. Ma, forse, nella tormenta che ha insanguinato l’Europa con due guerre mondiali, Israele c’entra. O, quanto meno, il piano per porre in essere uno Stato ebraico ha goduto dei finanziamenti della famiglia Rothschild e affini. Ed è un piano che si è valso di guerre. Non solo quelle del 1948, 1956, 1967 e 2003. Il crollo dell’impero ottomano al termine del primo conflitto consegnò alla Gran Bretagna il controllo totale sulle terre palestinesi. E’ del 1926 la dichiarazione di Balfour che istituì il “focolare ebraico” in Palestina. Ma è del 2 novembre  1917, con sconfitta ottomana in vista, che lord Balfour, massone, ministro degli esteri e già primo ministro, scrive al capo di quella che da secoli è la più potente banca del mondo:

Caro Lord Rothschild, ho grande piacere a comunicarle, a nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di sostegno alle aspirazioni sioniste che sono state sottoposte e approvate dal Gabinetto. Il governo di Sua Maestà vede con favore lo stabilimento in Palestina di una patria nazionale per il popolo ebreo e farà del suo meglio per raggiungere questo obiettivo…”


Grazie alla prima guerra mondiale gli ebrei si assicurarono quella terra.  Alla vigilia della seconda, si realizza “L’Accordo di Trasferimento”, concluso tra i sionisti del Bund e il governo di Hitler per lo spostamento degli ebrei in Palestina. Si può dire che se la prima guerra mondiale preparò la terra per gli ebrei, la seconda preparò gli ebrei per quella terra. A Monaco Chamberlain volle evitare lo scontro, ma Churchill lo liquidò e scatenò la reazione anglosassone all’invasione della Polonia. La famiglia di Churchill era legatissima ai Rothschild, il padre di Winston fu amico intimo di Nathaniel, primo Lord Rothschild. Il figlio ne seguì le orme e rafforzò il sodalizio (vedi foto). Poi bombardò l’Iraq, sottomise l’Egitto e colonizzò la Palestina. I denari dei Rothschild non gli vennero negati.  Sono i Rothschild i genitori dello Stato che da 70 anni sconvolge e minaccia il mondo.  Sono i Rothschild che tracciano il solco, sono Bilderberg, Open Society di Soros e Trilateral che lo difendono. Si chiama mondialismo.
Fulvio Grimaldi

fonte http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2018/05/da-gaza-al-quirinale-popoli-fai-da-noi.html

INTERVENTO DI S.B. ALESSANDRO I (MELUZZI) ALLA CONFERENZA MONDIALE PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO


INTERVENTO DI S.B. ALESSANDRO I (MELUZZI)
ALLA CONFERENZA MONDIALE PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO




SI È SVOLTA LUNEDÌ 14 MAGGIO A TORINO, ORGANIZZATA DALCESNUR, DA FAITHS IN TUNE, DALL'OSSERVATORIO SUL PLURALISMO RELIGIOSO E DA ORLIR LACONFERENZA MONDIALE PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO SOTTOTITOLATO FAITHS IN TUNE – BRITISH MUSEUM E FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE RELIGIONI. A TALE IMPORTANTE EVENTO, ALLA CONCLUSIONE DEL QUALE È STATA RECITATA, ASSIEME, DA TUTTI I PARTECIPANTI, UNA "PREGHIERA UNIVERSALE PER LA PACE"HANNO PARTECIPATO ESPONENTI DI 26 RELIGIONI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO. DURANTE LA CONFERENZA SI È SVOLTA UNA TAVALA ROTONDA, ALLA QUALE HANNO DATO IL PROPRIO CONTRIBUTO IL PROF. DON LUIGI BERZANO, SACERDOTE CATTOLICO, SCRITTORE, SOCIOLOGO E TEOLOGO, PROFESSORE ORDINARIO ALLA FACOLTÀ DI SCIENZA POLITICHE DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO; IL PROF. MASSIMO INTROVIGNE, SOCIOLOGO E SAGGISTA, DIRETTORE DEL CESNUR – CENTRO STUDI SULLE NUOVE RELIGIONI; LA SIGNORA ROSITA ŠORYTĖ, PRESIDENTE ORLIR - INTERNATIONAL OBSERVATORY OF RELIGIOUS LIBERTY OF REFUGEES E IL DOTT. MAX GIUSIO, TEOLOGO E VICE RETTORE DELL'UNIVERSITÀ ORTODOSSA SAN GIOVANNI CRISOSTOMO. TRA GLI INTERVENTI SEGNALIAMO QUELLO DI SUA BEATITUDINE ALESSANDRO I, AL SECOLO DOTT. PROF. ALESSANDRO MELUZZI, GUIDA RELIGIOSA DELLA CHIESA ORTODOSSA ITALIANA AUTOCEFALA E MEMBRO DEL SANTO SINODO DEL PATRIARCATO DELLE NAZIONI.
fonte https://lavoceortodossa.blogspot.it/2018/05/intervento-di-sb-alessandro-i-meluzzi.html

Attali, rassegnati: è la tua Ue a far vincere Di Maio e Salvini



No, caro Attali, Matteo Salvini non è Marine Le Pen e Luigi Di Maio non è Jean-Luc Mélenchon. E soprattutto l’Italia non è la Francia. Riepiloghiamo a beneficio del lettore: Jacques Attali è uno degli uomini più potenti di Francia (è colui, tanto per intenderci, che si vanta pubblicamente di aver creato dal nulla Macron) ed è uno dei massimi rappresentanti dell’establishment globalista. Ieri era al Salone di Torino, intervistato, ça va sans dire, dal direttore di “Repubblica” Mario Calabresi e, ça va sans dire, ha criticato il (spero) nascente governo Lega-5 Stelle, ricorrendo a due classici dello spin, la demonizzazione personale e l’appello a imprecisati valori condivisi onde evitare lo spettro di una nuova guerra sul Vecchio Continente. Secondo l’illustre ospite francese la possibile alleanza Salvini-Di Maio, «in Francia e in Europa fa lo stesso effetto di un governo Le Pen-Melanchon a Parigi. Per questo l’Italia deve rapidamente rassicurare l’Europa sui programmi di governo. Per evitare di diventare il luogo in cui si scaricano le preoccupazioni del continente», ha affermato, aggiungendo che «siamo tornati al clima che si respirava in Europa nel 1913. Quando le innovazioni tecnologiche sembravano aprire un orizzonte positivo per l’umanità. Vinsero invece i particolarismi e un anno dopo scoppiò la guerra mondiale».
Ma queste tecniche non funzionano più. Vede, caro Attali, oggi in Italia nessuno, a parte forse i lettori di “Repubblica”, vede Salvini come la Le Pen, bensì come un leader maturo, dalle idee chiare ma non estremiste, che non indossa più la felpa ma Il supermassone neoconservatore Jacques Attalil’abito intero e che per questo è diventato rapidamente il leader di tutto il centrodestra; forte ma rassicurante. E Di Maio non ha proprio nulla in comune con Mélenchon, non è un estremista di sinistra, ma il capo di un movimento che è diverso rispetto alle origini (secondo alcuni addirittura fin troppo) e che ha saputo occupare lo spazio lasciato gentilmente vuoto dal Partito democratico. E in Italia nessuno pensa che la difesa degli interessi nazionali rappresenti il prodromo di un nascente nazionalismo imperialista. Siamo seri: oggi né l’Italia né la Francia hanno ambizioni egemoniche e militari, che appartengono a un’altra epoca; nutrono, invece, l’ambizione, anzi la necessità, di costruire un futuro davvero migliore, di ritrovare stabilità economica, di ridare speranza alle nuove generazioni, di smettere di essere soffocati da un’imposizione fiscale stratosferica che negli ultimi 15 anni non solo non è servita a ridurre il debito pubblico, ma ha reso sempre più povero il paese fino a provocare la deflazione salariale.
Siccome l’Unione Europea non ha saputo, né voluto, dare ascolto al crescente malessere delle masse, queste oggi cercano legittimamente nuove risposte. Io non so come andranno a finire le trattative, però anche in queste ore Lega e 5 Stelle stanno dando dimostrazione che è possibile una nuova politica. Quando mai si sono visti due partiti che, nella massima trasparenza, trascorrono ore seduti a un tavolo negoziale, non per spartirsi prioritariamente le poltrone, ma innazitutto per trovare concretamente e pragmaticamente soluzioni attuabili, di ragionevole compromesso? Che differenza rispetto a riti criptici come i Patti del Nazareno o alle regole opacissime della gestione del potere a Bruxelles, tanto care ad Attali, che proprio non capisce. Gli italiani guardano alla Lega e al Movimento 5 Stelle proprio perché questa Europa e i leader italiani che l’hanno rappresentata, finora sono stati ciechi, sordi, esasperatamente autorefenziali, come capita da sempre quando le élite al potere smarriscono il senso della realtà. Salvini e Di Maio piacciono non perché sono due pericolosi estremisti ma perché sanno offrire una parola sconosciuta all’establishment: la speranza, la voglia di sevire davvero il proprio paese, di offrire soluzioni davvero alternative rispetto a quelle retoriche e inefficienti reiterate in questi anni.
(Marcello Foa, “Fatevene una ragione: Salvini non è la Le Pen e Di Maio non è un comunista. E ce la possono fare”, dal blog di Foa sul “Giornale” del 13 maggio 2018).

LA PARENTESI MONETARIA DI KENNEDY

Aka


Il 4 giugno 1963, venne fatto un piccolo tentativo per togliere alla Federal Reserve Bank il suo potere di affittare la moneta al governo facendosi pagare un interesse. In quel giorno, il presidente John Fitzgerald Kennedy firmò l’ordine esecutivo numero 11110 che ripristinava al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve. L’ordine di Kennedy dava al Ministero del Tesoro il potere “di emettere certificati sull’argento contro qualsiasi riserva d’argento, argento o dollari d’argento normali che erano nel Tesoro”. Questo voleva dire che per ogni oncia di argento nella cassaforte del Tesoro, il governo poteva mettere in circolazione nuova moneta. In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. Le conseguenze di questa legge furono enormi. Con un colpo di penna, Kennedy stava per mettere fuori gioco la Federal Reserve Bank di New York. Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull’argento, questa avrebbe eliminato la domanda di banconote della Federal Reserve.
Questo sarebbe accaduto perché il certificati argentiferi sono garantiti da argento mentre le banconote della Federal Reserve non sono garantite da niente. L’ordine esecutivo 11110 avrebbe impedito al debito pubblico di raggiungere il livello attuale, poiché avrebbe dato al Governo la possibilità di ripagare il suo debito senza utilizzare la Federal Reserve e senza essere gravato dall’interesse richiesto per la creazione di nuova moneta. L’ordine esecutivo 11110 dava agli USA la possibilità di crearsi la propria moneta garantita da argento. Dopo che Kennedy fu assassinato, dopo appena cinque mesi, non vennero più emessi certificati garantiti da argento. “Final Call” è a conoscenza del fatto che l’ordine esecutivo non venne mai cancellato da nessun presidente attraverso un altro ordine esecutivo, quindi è ancora valido. Perché allora nessun presidente successivo l’ha mai usato? Virtualmente, tutti i seimila miliardi di dollari di debito sono stati creati a partire dal 1963. Se un presidente statunitense avesse utilizzato l’ordine esecutivo numero 11110, il debito non sarebbe assolutamente ai livelli correnti. Forse l’assassinio di JFK fu un avvertimento ai futuri presidenti che avessero pensato di estinguere il debito eliminando il controllo che la Federal Reserve esercita sull’emissione monetaria. Kennedy aveva sfidato il governo monetario attaccando i due sistemi che sono sempre stati usati per aumentare il debito: la guerra e la creazione della moneta da parte di una banca centrale privata. I suoi sforzi per far uscire dal Vietnam le truppe americane entro il 1965 e l’Ordine Esecutivo 11110 avrebbero seriamente sminuito  i profitti ed il controllo esercitato dal sistema bancario di New York. Mentre il debito americano raggiunge livelli incredibili e sta emergendo un conflitto in Bosnia che aumenterà ulteriormente il debito americano, uno deve chiedersi: avrà Clinton il coraggio di prendere in considerazione l’utilizzo dell’ordine esecutivo 11110 e, se così fosse, vorrà pagarne le conseguenze?
Ordine Esecutivo 11110 EMENDAMENTO DELL’ORDINE ESECUTIVO N. 10289 MODIFICA RELATIVA ALL’APPLICAZIONE DI CERTE FUNZIONI CHE RIGUARDANO IL MINISTERO DEL TESORO
In virtù dell’autorità affidatami dalla sezione 301 del Titolo 3 del Codice degli Stati Uniti, viene ordinato quanto segue: La Sezione 1 dell’Ordine Esecutivo n. 10289 del 19 settembre 1951, come modificata, viene qui ulteriormente modificata – Aggiungendo alla fine del paragrafo 1 di cui sopra il seguente sottoparagrafo (j): (j) L’autorità di cui è investito il Presidente dal paragrafo (b) della sezione 43 della Legge del 12 maggio 1933, come modificata (31 U.S.C. 821(b)), di emettere certificati argentiferi contro qualsiasi deposito d’argento, argento o normali dollari d’argento nel Tesoro non legati alla restituzione di qualsiasi certificato argentifero preesistente, di prescrivere la denominazione di questi certificati argentiferi e di emettere normali monete d’argento e valuta sussidiaria redimibile in argento e Revocando i sottoparagrafi (b) e (c) del paragrafo 2  predetto. Sez. 2 I cambiamenti effettuati da questo Ordine non devono influenzare qualsiasi atto effettuato o qualsiasi diritto acquisito o qualsiasi causa o processo in atto o iniziato in qualsiasi causa penale o civile prima della data di quest’Ordine ma tutte queste responsabilità continueranno e verranno esatte come se il detto emendamento non fosse stato effettuato. John F. Kennedy, Casa Bianca, 4 giugno 1963.

Versione originale: Executive Order 11110 AMENDMENT OF EXECUTIVE ORDER NO. 10289 AS AMENDED, RELATING TO THE PERFORMANCE OF CERTAIN FUNCTIONS AFFECTING THEDEPARTMENT OF THE TREASURY By virtue of the authority vested in me by section 301 of title 3 of the United States Code, it is ordered as follows: Section 1. Executive Order No. 10289 of September 19, 1951, as amended, is hereby further amended – By adding at the end of paragraph 1 thereof the following subparagraph (j): (j) The authority vested in the President by paragraph (b) of section 43 of the Act of May 12,1933, as amended (31 U.S.C.821(b)), to issue silver certificates against any silver bullion, silver, or standard silver dollars in the Treasury not then held for redemption of any outstanding silver certificates, to prescribe the denomination of such silver certificates, and to coin standard silver dollars and subsidiary silver currency for their redemption and By revoking subparagraphs (b) and (c) of paragraph 2 thereof.Sec. 2. The amendments made by this Order shall not affect any act done, or any right accruing or accrued or any suit or proceeding had or commenced in any civil or criminal cause prior to the date of this Order but all such liabilities shall continue and may be enforced as if said amendments had not been made. John F. Kennedy The White House, June 4, 1963.

Naturalmente il fatto che sia JFK che Lincoln abbiano incontrato lo stesso destino è una pura coincidenza. (NdT: a causa della questione monetaria, vennero assassinati sette presidenti statunitensi: quattro con armi da fuoco e tre per avvelenamento) Politica monetaria di Abramo Lincoln, 1865 (pagina 91 del documento del Senato n. 23): La moneta è la creatura della legge e la creazione dell’emissione originaria della moneta deve essere mantenuta quale esclusivo monopolio del governo nazionale. La moneta non possiede un altro valore relativamente allo Stato tranne quello che le è dato dalla sua circolazione. Il capitale ha un suo posto preciso ed è coperto da ogni protezione. Le spese degli uomini devono essere riconosciute, nella struttura ed all’interno dell’ordine sociale, quali più importanti delle spese relative alla moneta. Nessun dovere è più imperativo per il Governo di quello che ha nei confronti della popolazione di fornirla con una valuta solida ed uniforme, e di regolare la circolazione del mezzo di scambio in modo che il lavoro sia protetto contro una valuta viziata ed il commercio sia facilitato da scambi sicuri ed economici. La quantità disponibile di oro ed argento essendo completamente inadeguata nel permettere l’emissione di monete dal valore intrinseco o cartamoneta convertibile in monete nel volume richiesto per soddisfare le necessità del popolo, rende necessario lo sviluppo di una altra base per l’emissione di valuta. Deve essere sviluppato qualche altro mezzo oltre a quello della convertibilità in monete metalliche per prevenire una inadeguata fluttuazione del valore della cartamoneta o di qualsiasi altro sostituto per la moneta di valore intrinseco che potrebbe venire in uso.Le necessità monetarie di un crescente numero di persone che avanza verso più alti standard di vita, debbono e possono trovare riscontro nel governo. Queste necessità possono essere soddisfatte dalla Valuta Nazionale e dal Credito attraverso la messa in opera  di un sistema bancario Nazionale. La circolazione di un mezzo di scambio emesso e garantito dal Governo può essere propriamente indirizzato e si può eliminare la ridondanza di emissioni attraverso la raccolta dalla circolazione quell’ammontare che si renda necessario, attraverso la Tassazione, il rideposito ed altrimenti. Il Governo ha il potere di regolare la valuta ed il credito della Nazione. Il Governo deve appoggiare la sua valuta, il credito ed i depositi bancari della Nazione. Nessun individuo deve patire perdite di moneta attraverso una valuta deprezzata o gonfiata o a causa di bancarotta bancaria. Il Governo che possiede il potere di creare ed emettere valuta e credito come moneta e che gode del diritto di prelevare sia la valuta che il credito dalla circolazione attraverso la tassazione ed in altro modo, non ha necessità né deve prendere a prestito capitale pagando interessi come mezzo per finanziare lavori governativi ed imprese pubbliche. Il Governo deve creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessari per soddisfare il potere di spesa del Governo ed il potere d’acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solamente una prerogativa suprema del Governo, ma rappresenta anche la maggiore opportunità creativa del Governo stesso. Con l’adozione di questi principi, sarà soddisfatto il desiderio, da lungo tempo sentito, di una moneta uniforme. Il contribuente risparmierà immense somme di interessi, sconti e cambi. Il finanziamento di tutta la pubblica impresa, il mantenimento di Governi stabili e di un progresso ordinato, nonché la condotta del Tesoro, diventeranno materia di ordinaria amministrazione. Il popolo può e sarà fornito di una valuta sicura tanto quanto il proprio Governo. La moneta cesserà di essere la padrona e diventerà la serva dell’umanità. La democrazia diventerà superiore al potere dei soldi. Nessun uomo denunciò maggiormente il potere della FED quanto Louis T. McFadden, il presidente della Commissione Camerale Bancaria negli anni ’30. Egli costantemente precisava che le questioni sull’emissione monetaria non dovevano essere partigiane, e criticava le amministrazioni sia di Herbert Hoover che di Franklin Roosevelt. Descrivendo la FED, nel 10 giugno 1932 (Verbale del Congresso, Camera, pagine 1295 e 1296), affermava: “Signor Presidente, in questo paese abbiamo una delle istituzioni più corrotte che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al consiglio d’amministrazione della Federal Reserve ed alle banche Federal Reserve. Il cda della Federal Reserve, un cda di governo, ha fregato al Governo degli Stati Uniti ed al popolo statunitense abbastanza soldi per estinguere il debito pubblico. Le predazioni ed ingiustizie del cda della Federal Reserve e delle banche Federal Reserve, agendo assieme, sono costate a questo paese abbastanza soldi per ripagare numerose volte il debito nazionale. Questa maligna istituzione ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati Uniti, è andata in bancarotta ed ha portato alla bancarotta il Governo. Ha ottenuto questo attraverso la cattiva amministrazione della legge che autorizzava il cda della Federal Reserve ed attraverso le combriccole corrotte che la controllano. Qualcuno pensa che le banche Federal Reserve siano istituzioni degli Stati Uniti. Non sono istituzioni statunitensi. Sono monopoli di credito privati che si basano sul popolo statunitense per beneficiare se stessi ed i loro clienti stranieri, gli speculatori e predatori interni e stranieri, e i ricchi predatori usurai. In questa oscura cricca di pirati finanziari ci sono quelli che taglierebbero la gola di chiunque per sottrargli un dollaro dalle tasche, vi sono quelli che mandano soldi negli stati per comprare i voti per controllare la nostra legislazione, e ci sono quelli che mantengono una propaganda internazionale allo scopo di ingannarci e di spingerci a fornire nuove concessioni che permetteranno loro di insabbiare le loro malefatte precedenti e di rimettere in moto il loro gigantesco treno criminale. Questi 12 monopoli privati vennero slealmente ed ingannevolmente imposti a questo paese da banchieri che vennero dall’Europa e che hanno ripagato la nostra ospitalità minando alla base le nostre istituzioni americane”.
fonte https://infoalternativablog.wordpress.com/2014/09/08/la-parentersi-monetaria-di-kennedy/