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domenica 30 marzo 2014

LUCANIA SEGRETA: SUPERMERCATO ATOMICO E DISCARICA NUCLEARE DELLO STATO ITALIANO

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes


Nel cuore della Magna Grecia: l'altura è denominata Trisaia in agro di Rotondella, ad un soffio dal Mar Jonio. Qui in provincia di Matera, dagli anni '60 lo Stato italiano, grazie all'onorevole Colombo (già ministro democristiano) ha realizzato senza alcuna precauzione e sicurezza il primo cimitero nucleare, ovviamente segreto. 

Come ha stabilito inequivocabilmente un processo penale al Tribunale di Matera istruito a metà degli anni '90 dal giudice Nicola Maria Pace, con condanna di un funzionario dell'Enea passata in giudicato, si sono registrati diversi incidenti nucleari. E non è stata mai avvertita neanche la prefettura.

La vicenda è ancora tutta da scrivere. Regia del Sismi: nello Jonio, soprattutto nel Golfo di Taranto (in ragione della profondità dei fondali e dell'assenza di controlli), sono state affondate carrette imbottite di spazzattura micidiale, container di scorie e bidoni radioattivi. Proprio in loco si incrociano nell'ordine: una pista investigativa sulla strage di Ustica, le rotte nazionali e internazionali dei rifiuti pericolosi, l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Dal 2003 al 2005 ho realizzato una serie di inchieste pubblicate dai settimanali L'Espresso, Famiglia Cristiana, D La Repubblica delle donne. Ora, finalmente, ho trovato il bandolo della matassa.


Ebbene, c'è di più, anzi di peggio. Un inquinamento nucleare del territorio a confine di altre due regioni - Puglia e Calabria - pianificato da funzionari e tecnici dello Stato, realizzato effettivamente. Da allora ad oggi si pagano le conseguenze in termini fatali di perdita di salute. Ovviamente lo Stato e i governi si sono ben guardati dal valutare mediante indagini epidemiologiche, i deleteri effetti sanitari sulla popolazione e i danni ambientali.

Altro che torio, a parte la vendita all'estero di tecnologia nucleare che ha provocato in forma di ritorsione preventiva  la strage di Ustica. Le società Combustibili Nucleari (Eni) e BNFL (inglese) vi dicono niente? 



Ecco alcuni documenti sepolti nei cassetti istituzionali che certificano la disseminazione in mare, e nell'aria di radionuclidi che provocano malattie e morte nell'ignara popolazione. Plutonio 239 (emivita 24 mila anni), Cesio 137 (emivita 30,17 anni), Stronzio 90 (emivita 28,8 anni)sono cancerogeni e mutageni. Quali sono gli effetti di questo crimine deliberato sulla popolazione e sull'ecosistema naturale? 

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 
foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Post scriptum

Le denunce di Angelo Chimenti, morto prematuramente. Avevo conosciuto Angelo prima degli eventi di Scanzano Jonico, quando a novembre dell'anno 2003, il governo Berlusconi e il generale Carlo Jean (capo della Sogin) si erano incaponiti nel voler realizzare a tutti i costi in riva allo Jonio, il deposito unico delle scorie nucleari tricolori. Pochi sapevano che già dagli anni '60 lo Stato aveva abusato di questa terra e di questo mare, consentendo che la popolazione di ben tre regioni venisse contaminata dalle radiazioni. Condotte colabrodo di scarico a mare di liquidi radioattivi e campi di fragole: Ulderico Pesce dopo aver parlato a lungo con Angelo scrisse lo spettacolo "Storie di Scorie" e lo portò in scena in gran parte d'Italia..






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