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venerdì 27 novembre 2015

L’olocausto Africano, volutamente dimenticato dagli occidentali

Ma l’ondata di razzismo e xenofobia a cui assisto, quotidianamente, sia sul web che “fuori”, voglio ricordare una pagina oscura di storia che purtroppo ha insegnato ben poco all’umanità. E che mi sembra, è stata dimenticata.
Si fa alla svelta a dire “respingiamoli” – “devono stare a casa loro” e altri facili slogan, dopo che siamo stati noi per primi ad andare a casa loro. E se questa gente oggi è costretta a scappare dalle loro terre, è per colpa nostra. Di quello che abbiamo fatto e di quello che stiamo continuando a fare.
I popoli europei hanno portato morte e distruzione in tutto il mondo. Abbiamo “scoperto le americhe”, trucidando senza pietà cento milioni di indiani nativi solo nelle terre che oggi conosciamo come Stati Uniti d’America (gli USA) per non parlare di quello che abbiamo combinato anche in sud America, dove oltre a schiavizzare i popoli locali, espogliandoli non solo dei loro beni, ma della dignità di uomini, sono stati deportati in Sud America oltre 10.000.000 di schiavi provenienti dall’Africa. Persone che venivano catturate e vendute come schiavi, che venivano private della libertà e costrette a lavorare duramente, in cambio di una ciotola di riso. Vivevano incatenati, il padrone poteva infliggere loro qualsiasi punizione, e solo in alcuni luoghi l’uccisione di uno schiavo era considerato un reato. La stessa sorte, anzi forse peggiore, capitava alle schiave, abusate come potete immaginare, in tutti i sensi.
Pochi sanno che la schiavitù fu avallata e autorizzata dalla Chiesa, tramite un’apposita bolla papale. Di seguito riporto un estratto dalla pagina di Wikipedia dedicata alla tratta atlantica degli schiavi:
Il 16 giugno 1452 papa Niccolò V aveva scritto la bolla Dum Diversas, indirizzata al re del Portogallo Alfonso V, in cui riconosceva al re portoghese le nuove conquiste territoriali, lo autorizzava ad attaccare, conquistare e soggiogare i saraceni, i pagani e altri nemici della fede, a catturare i loro beni e le loro terre, a ridurre gli indigeni in schiavitù perpetua e trasferire le loro terre e proprietà al re del Portogallo e ai suoi successori. Questo documento, con altri di simile tenore, venne usato per giustificare lo schiavismo.
Spesso sul web si leggono articoli sull’inquisizione, sulle crociate, sulla “caccia alle streghe” che costò la vita a migliaia di donne, ma difficilmente qualcuno ricorda il ruolo e le responsabilità della Chiesa sulla tratta degli schiavi.
La cosa “bella”, per così dire, che fa capire come funzionano le cose, e come i carnefici manipolino le masse, è che oggi, le popolazioni del Sud America, ed in particolare in Brasile, dove sono stati deportati milioni di schiavi dall’Africa, con l’avallo del Vaticano, la religione ufficiale, seguita dalla maggioranza delle persone, è proprio quella cattolica. Milioni di persone discendenti di schiavi seguono e ubbidiscono alla stessa chiesa che ha autorizzato la tratta degli schiavi, imponendo la religione in questione a popolazioni che non la conoscevano.
La tratta degli schiavi è una delle pagine più buie e grigie della storia dell’umanità, ma è caduta nel dimenticatoio.
722Per secoli e da secoli, gli europei (ed in seguito i loro discendenti statunitensi) sfruttano e piegano ai loro interessi il mondo intero.
Se in Sud America ed in Africa fanno la fame, è grazie ai nostri governi. Non solo a quelli responsabili della tratta degli schiavi e del colonialismo, ma anche dei più recenti, che hanno favorito l’ascesa e vanno a braccetto con sanguinari dittatori, pronti a svendere le risorse naturali del proprio paese in cambio di ricchezza personale, sacrificando milioni di esseri umani. L’unico governante africano che ha provato a conseguire gli interessi del proprio popolo, fu Thomas Sankara, che ovviamente fu fatto uccidere. Sankara pur con pochi mezzi, riuscì a risollevare le condizioni del Burkina Faso. Riuscì a garantire un piatto di riso a tutta la popolazione. Dopo il suo assassinio, il Burkina Faso è tornato a fare la fame.
Purtroppo a scuola ci insegnano quello che gli pare, quello che fa comodo al potere e all’elite. Ci sono tragedie che vengono ricordate solennemente tutti gli anni, come l’olocausto ebraico, e altre che non trovano menzione nella storia, come il genocidio armeno, la tratta degli schiavi. Quest’ultima pagina di storia viene insegnata molto blandamente ed in modo sfumato, distante, come se fosse una novella e non storia. Non ci sensibilizzano, non ci fanno capire cosa abbiamo combinato. Le atrocità indicibili che abbiamo commesso.
Abbiamo distrutto la vita a milioni di persone, rendendo impossibile il loro futuro, e pretendiamo che se ne stiano li a morire di fame, mentre le nostre multinazionali saccheggiano quello che gli è rimasto, lasciando un 5-10% degli utili alla famiglia del despota di turno, e portando in occidente il resto. Al massimo le popolazioni locali possono lavorare duramente nelle raffinerie nigeriane, nelle miniere, nella raccolta dei diamanti o nell’estrazione dell’oro, per una paga spesso non superiore ai 3-4 dollari al giorno.
Vedo persone che si lamentano della crisi, quando questa per loro significa dover rinunciare ad una cena al mese, cambiare cellulare una volta all’anno e non ogni sei mesi, fare le vacanze un po’ più modeste del solito, che poi inveiscono contro coloro a cui è stato tolto tutto.
Ognuno pensa al proprio orticello, se il vicino di casa viene calpestato non ci riguarda, importante è che non tocchi a noi. Ecco come ragiona la maggioranza delle persone. Pronte a difendere i propri privilegi con le unghie e con i denti, e menefreghisti totali per ciò che riguarda gli altri.
Certamente la soluzione non è nella migrazione di massa dei popoli africani verso l’Europa, ma questa è l’unica possibilità che intravedono queste popolazioni vessate. I governi occidentali avevano promesso di devolvere una piccola percentuale del proprio PIL al contrasto della fame nel mondo, avevano promesso – negli anni 70′-80′ – che entro il 2000 avrebbero debellato la fame nel mondo. Invece la fame nel mondo e la miseria sono aumentate. E stanno sbarcando anche in Europa.
L’errore che commettono gli europei, è pensare che a loro non sarà mai fatto ciò che è stato fatto ad altre popolazioni, come se per i poteri forti un cittadino con passaporto italiano o francese o canadese, fosse più importante di un iracheno, un libico o un afghano. A queste persone interessa solo i propri interessi, e nulla più.
Fino a qualche decennio fa, per poter fare quello che gli pare all’estero, i poteri forti avevano la necessità di godere del consenso dei loro popoli. Che in qualche modo, dovevano “avallare” il loro operato. Le popolazioni occidentali stavano bene, vivevano abbastanza agiatamente, e se ne fregavano di cosa i lobbisti ed i loro governi facessero in colonie lontane migliaia di kilometri. Oggi l’elite dominante non ha più bisogno del nostro ‘consenso’, non si deve più preoccupare di farci stare bene. Le logiche del potere e del controllo globale sono cambiate.

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